Perché la vicenda di Julian Assange riguarda tutti quanti

11 Gennaio 2021 | Focus

Tra i titoli di giornale degli ultimi giorni è riemerso il caso di Julian Assange, il fondatore di WikiLeaks. Il tribunale di Londra, infatti, gli ha negato la libertà su cauzione il 6 gennaio e quindi il quarantanovenne resterà in carcere.

Ma qual’è il motivo per cui è così importante parlare di quest’uomo?

Julian Assange è un giornalista e un attivista australiano. Nel 2006 dà vita a WikiLeaks, un’organizzazione senza scopo di lucro, che riceve in modo anonimo documenti (coperti da segreto di Stato, militare, industriale e bancario) e li carica sul proprio sito web. L’organizzazione è divenuta famosa nel 2010 quando Assange dopo aver trovato migliaia di file riservati, li pubblicò.

Nei suoi quasi 15 anni di attività, WikiLeaks ha diffuso oltre 10 milioni di documenti classificati. Tra questi, la maggior parte ha a che fare con piani segreti del governo degli Stati Uniti nei suoi programmi di intelligence, sicurezza e guerra.

Quali furono le rivelazioni più importanti?

  • Notizie segrete sulle guerre USA all’Afghanistan e all’Iraq War Diares è stato lanciato nel 2010 con quasi 400.000 resoconti riguardanti la guerra USA in Iraq dal 2004 al 2009. Nei rapporti si possono trovare tutte le attrezzature militari utilizzate dall’esercito USA in dettaglio (informazioni sugli obiettivi, civili uccisi, abusi, torture).
  • Lo spionaggio globale come strumento geopolitico
    Nel 2016, si è capito che l’Agenzia per la Sicurezza Nazionale (NSA) ha intercettato i telefoni della cancelliera tedesca Angela Merkel e dell’ex Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon; rubato cables della diplomazia italiana, spiato le comunicazioni dei ministri dell’Unione Europea e del Giappone. Tutto con uno scopo: accumulare dati, per utilizzarli come potere geopolitico in tutto il mondo.

La fondazione è stata l’avanguardia, in termini di informazioni classificate, per anni. Tant’è che Julian Assange venne ripetutamente proposto per il Premio Nobel per la pace, per la sua attività di informazione e trasparenza. WikiLeaks fece un ottimo lavoro. A tal punto da far perseguire i principali portavoce dal governo americano e dai suoi alleati, tra cui Svezia e Gran Bretagna. Assange stesso è stato rifugiato dell’Ambasciata ecuadoriana a Londra dal 2012. Tuttavia fu possibile solamente durante il governo di Rafael Correa, un presidente socialista molto critico verso gli Stati Uniti. Quando Lenin Moreno salì al governo del Paese, i rapporti tra Assange e l’ambasciata si incrinarono fino a spezzarsi nel momento in cui Wikileaks pubblicò dei paper sul presidente Moreno. Al giornalista venne così tolto lo status concesso dall’Ecuador ed arrestato delle guardie inglesi.

Dall’11 aprile 2019 è incarcerato in Inghilterra; prima per violazione dei termini della libertà su cauzione (conseguente a controverse accuse di stupro dalla Svezia) e poi per le accuse di cospirazione e spionaggio da parte degli Stati Uniti. Ad oggi, Julian Assange si trova nella prigione di massima sicurezza britannica di Belmarsh, in attesa dei ricorsi preannunciati da Washington, dopo la sua mancata estradizione negli USA. Qui lo attendono capi d’accusa per una condanna totale di 175 anni di carcere.

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