Migranti, situazione sempre più grave alle Canarie: oltre 23.000 arrivi in un anno

20 Gennaio 2021 | Diritti umani

La situazione migratoria nelle isole Canarie è diventata molto grave. Solo nel 2020 c’è stato un incremento del 1.000% degli ingressi irregolari. Di conseguenza, la situazione umanitaria per chi arriva continua ad essere precaria. Secondo quanto riportato da Infomigrants, venerdì il servizio di salvataggio marittimo spagnolo ha recuperato una barca che trasportava oltre 30 migranti, portandoli in salvo sull’Isola. Ma non c’è stato nulla da fare per un bambino, che è morto in mare.

La rotta migratoria che va dall’Africa alle Canarie è una tra le più pericolose verso l’Europa. Secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, nel 2020 sono oltre 600 i migranti che hanno perso la vita in mare. Su un totale di circa 23.023 migranti, arrivati a bordo di almeno 745 imbarcazioni, considerando solo lo scorso anno. A questo si aggiunge il fatto che la sistemazione di migliaia di loro nelle strutture turistiche delle Isole Canarie è diventato un punto di scontro tra i migranti e la popolazione locale. Il 12 dicembre, decine di residenti si sono radunati davanti a un hotel di Arguineguín, che ospita richiedenti asilo, per protestare. Alla fine di novembre, il governo spagnolo aveva annunciato l’intenzione di creare sette “tende e campi di emergenza” in cui sistemare circa 7.000 migranti che al momento soggiornano in hotel e altre strutture turistiche. Ma almeno quattro di questi sette centri non sono ancora stati aperti.

È morto Amoim Aruká, l’ultimo indigeno del popolo Juma

È morto Amoim Aruká, l’ultimo indigeno del popolo Juma

A 86 anni, Amoim Aruká, l’ultimo discendente maschio del popolo indigeno Juma, è deceduto dopo aver contratto il coronavirus. A metà gennaio, i primi sintomi. Successivamente il ricovero presso l'ospedale di Humaitá. Infine, trasferito in terapia intensiva nella...

FOCUS

È morto Amoim Aruká, l’ultimo indigeno del popolo Juma

È morto Amoim Aruká, l’ultimo indigeno del popolo Juma

A 86 anni, Amoim Aruká, l’ultimo discendente maschio del popolo indigeno Juma, è deceduto dopo aver contratto il coronavirus. A metà gennaio, i primi sintomi. Successivamente il ricovero presso l'ospedale di Humaitá. Infine, trasferito in terapia intensiva nella...